Caro professor Aquilecchia!
Quanta mestizia e quanto rammarico nel pensare a Lei non più come all’interlocutore attento e sollecito delle mie lettere inquiete, ma come alla perdita incolmabile di un maestro e di un grande amico, punto di riferimento obbligato e guida nel percorso di studio e di vita di questi miei anni.
"Tarderà molto a nascere, se nasce!" uno studioso come Lei! Già, è troppo difficile sperare che in un mondo dove lo spregiudicato affarismo e la sopraffazione dell’"apparire" hanno da tempo invaso tutti i campi dove poteva cercare rifugio l’"essere" dell'onestà intellettuale, uno stile di ricerca perseguito, come ha sempre fatto Lei, con fatica e rigore, per puro amore della verità storica, possa trovare ancora un suo spazio vitale.
Pure, nell’aprire quegli antichi testi da Lei riscoperti o per la prima volta posti nella strombatura rivelatrice del loro senso storico, come non pensare al Suo lavoro e al Suo insegnamento, alla croce-delizia del rapporto diretto e inquietante colla parola del passato dalla cui profondità, e Lei lo sapeva, si riemerge solo dopo averne vissuto in prima persona l'irresolubile problematicità?
Forse, però, a me, come a tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscere e amare una persona come Lei, mancherà più di tutto il calore di una generosità umana senza pari, quella che, per la voce sommessa di un breve colloquio o la larga grafia di una lettera vergata a mano, sapeva sostenere, e guidare, con la sincera sollecitudine di un amico se non di un fratello maggiore, il disorientamento e lo scoramento di chi gli si rivolgeva nei momenti più bui del suo percorso.
Addio professor Aquilecchia, che il vuoto da Lei lasciato possa riempirsi se non altro del senso e del valore della Sua irripetibile autenticità di studioso e di uomo!.
Luciana de Bernart
Scuola Normale Superiore, Pisa


Cari Colleghi,
apprendo con dolore la notizia del prof. Aquilecchia. Non mi sento in grado di scrivere un’obituario, ma posso dire che per me come per tutti è stato uno studioso modello.
Paul Richard Blum
Péter Pázmány Universität Budapest/Piliscsaba


It is with deep sadness that I heard of the passing way of Giovanni Aquilecchia. He was an admirable man in many respects. We can rightfully call him our master, for he taught us like no other human being the meaning of total dedication to a cause. For indeed Bruno was for him.not only an object of study and research to which he dedicated most of his is long and fruitful life, but also the champion and symbol of freedom of thought, speech and behavior. This Giovanni Aquilecchia knew and felt more deeply than anyone else, and in Bruno’s constant and intimate company he reached for the loftiest heights of human greatness. He was a gentleman and the most noble, affectionate and thoughtful friend. I personally owe him much for his encouragement in my work and I am fortunate and deeply honored for having made his brief but most unforgettable acquaintance. Above all, I shall never forget his smile and cheerful demeanor, never old and never tired of working and loving.
Ramon G. Mendoza
Florida International University
Miami, Florida


Nei miei brevi soggiorni a Londra, al Warburg Institute, ho conosciuto questo personaggio straordinario chi era il "giovane" Aquilecchia. Solo una parola brasiliana (quasi 'intraducibile') potrebbe espressare il dolore della sua perdita e la nostalgia che rimane fra di noi: SAUDADES...Addio Aquilecchia.
Marcos Cesar Danhoni Neves
Programa Especial de Treinamento (PET - LCV)
Universidade Estadual de Maringá
BRASILE


Zum Tod von Giovanni Aquilecchia

Mit Bestürzung und tiefer Trauer haben wir in Deutschland vom Tod Giovanni Aquilecchias erfahren. Der Verlust, den die Welt der Renaissancegelehrten hinzunehmen hat, ist schwer. Es ist nicht vorstellbar, dass Giovanni Aquilecchia jemals ersetzt wird.
Ich lernte ihn 1990 in Heidelberg auf dem Schloss anlässlich einer Tagung zu Giordano Bruno kennen. Sein Name war mir natürlich bekannt, denn ich schrieb damals an meiner Doktorarbeit über Bruno. Es war meine erste Teilnahme an einer Tagung. Aus diesem Grund war ich war sehr aufgeregt und auch ein bisschen ängstlich, mit den bedeutenden Brunoforschern zusammenzutreffen. Umso mehr war ich von der freundlichen und einnehmenden Art Giovanni Aquilecchias überrascht. Er wusste nicht nur so unglaublich viel, sondern er geizte mit diesem Wissen auch überhaupt nicht. Nach seinem Vortrag erklärte er im Hotel einer Gruppe von jungen deutschen Brunoforschern bis tief in die Nacht die Bezüge Brunos zur Literatur und Mathematik der Renaissance. Er erzählte von seinem Leben in London und von Frances Yates. Keine Frage war ihm zuviel! Und immer dieser überraschende Humor, der tief menschlich aus seinem Herzen kam! Wir bewunderten ihn sehr.
Anlässlich des vierhundertsten Todestages von Giordano Bruno hatte ich die Gelegenheit, ihn öfter an verschiedenen Tagungsorten treffen zu dürfen. „Bruno", erklärte er einmal bei einem Abendessen, „era un destino" – „Bruno war ein Schicksal." Da wurde mir klar, dass er nicht nur ein großer Gelehrter war, sondern dass er seine Arbeit auch außerordentlich treu und hingebungsvoll ausführte. Er hat die Liebe zu seinem Autor und dessen Werk offensichtlich ein Leben lang nicht verloren.
Wie wichtig Giovanni Aquilecchia und seine Arbeit sind, wird den Brunoforschern in Deutschland jetzt besonders deutlich. Wir haben mit der deutschen Herausgabe der Werke Brunos begonnen, aber dieses Vorhaben wäre ohne Aquilecchias vorangegangene Erstellung der Texte und ohne seine Forschungsbeiträge in dieser Form gar nicht möglich. Wir hätten also kein gemeinsames Ziel, das wir in der jetzigen Weise verfolgen könnten, keine gemeinsamen Gespräche und keine zukünftigen Treffen.
Ich verdanke ihm persönlich und fachlich unendlich viel. Er wird unvergesslich bleiben!

Angelika Bönker-Vallon
Westfälische Wilhelms-Universität Münster
Deutschland