Belfagor, Meridiani pomeridiani, in «Belfagor», anno LV, 30 novembre 2000, p.753
GIOVANNI AQUILECCHIA, I
dialoghi bruniani «a cura» (o sinecura?) di Michele Ciliberto, «Giornale storico
della letteratura italiana», Torino, Loescher, anno CLXXVII, fasc. 579, pp. 18,
luglio-settembre 2000. - Rubrica «Note e e discussioni», sulla soglia: «Ho ricevuto non dalla Casa editrice, né tanto meno
dal "curatore", copia dei dialoghi bruniani "a cura" di Michele
Ciliberto, pubblicati recentemente nella collana `I Meridiani - Classici dello Spirito´,
Milano, Mondadori, 2000». La collana è diretta dalla freudista Renata Colorni. Dopo un
preambolo, il docente semisecolare a Londra con Carlo Dionisotti esegue una «comparazione
a tappeto fra i testi fra delle Belles Lettres e quelli del Meridiano». In chiusa la nota
reca: «Ciò dispiace, naturalmente, per il mio lavoro semisecolare, il quale meritava
forse maggior rispetto. Dispiace anche per lo stesso Ciliberto, il quale non necessitava
di mettersi in una tale situazione (specie quando l'Utet aveva preannunciato il rilancio
dei testi critici parigini da me stabiliti, e dei relativi commenti traslati in italiano).
Dispiace soprattutto per i giovani studiosi ai quali non può certo giovare il modello di
mal dissimulate scorciatoie che inevitabilmente conducono a risultati così poco
edificanti».
I lettori ricordano certamente la melodiosa lettera qui apparsa
il 31 luglio nella quale lo studioso di Platone e direttore delle Belles Lettrese, Alain
Segonds, passava in rassegna l'inaspettata questione etica. E chi conosce la consorella
fiorentina fondata da Pietro Calamandrei avrà letto, nello stesso giro di tempo, le
osservazioni di un filologo e di un segugio come Michele Feo, intorno all'etica
critico-editoriale: L'edizione nazionale del Petrarca, e le edizioni fatte con le
forbici. Il certosino quadro diacritico e sinottico di Aquilecchia era noto a
«Belfagor» fin dalla fine di maggio. E i sedicenti filologi belfagoriani ritengono sulla scia del Nestore dei brunisti che il ben situato Michele Ciliberto
«non necessitava di mettersi in una tale situazione».
Giorgio Pasquali soleva dire agli allievi di Pisa e Firenze: Festinatio
multos pessum dedit, et inter eos Georgium Pasquali. I precípiti meridianisti vedano
un dizionarietto scolastico latino, e vedranno che la citazione di Pasquali è per loro
confortante. Ma per le redazioni beate (beate! non beote!), oggi è qui Luciano
Bianciardi; in Francia, complice anche la noterella biblioerotica pléiadiana del gennaio
belfagoriano '93, i Meridiani vengono talora chiamati, con Seneca, i
pomeridiani: "gli Sfaticati delle ore declinanti". (BELF.).